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Un fallimento annunciato

Se è vero che siamo la somma delle nostre abitudini – non so dove l’ho sentita ma oggi mi sembra sensata – allora questo è un fallimento annunciato.

Da quando venni lasciato nel 2018 organizzo un compleanno molto figo: il Frampleanno.
Il primo fu pazzesco: ritrovo venerdì sera ad Arona per aperitivo, e da li in poi vediamo. 

Si è modificato ma negli anni è diventato un’abitudine tanto che per alcuni è un appuntamento fisso. 

Quest’anno però sembra che la “tradizione” si spezzerà.
Per farla breve dopo aver chiesto i presenti ho prenotato (e dato l’anticipo) per un posto con una capienza adeguata, salvo poi scoprire che sarebbero venute metà delle persone. Perciò se andassimo avanti dovrei spendere quasi uno stipendio solo per dormire, a cui aggiungere cibo, cazzi e mazzi.

Ma perché è un fallimento annunciato?

Perché secondo me è la conseguenza di diverse cose successe nell’ultimo anno.

  • Non sono più all’interno di un gruppo sportivo in alcuna veste. 
  • Ho perso la quotidianità di quell’appartenenza, quindi il vedere gli amici con quella frequenza.
  • Ho cambiato lavoro, passando da un ufficio in cui avevo degli amici ad un ufficio di persone con cui non ho fatto neanche in tempo a legare ad un posto dove sono praticamente da solo.
  • Allontanarmi dal “flusso” di cose che succedono, dallo stare in mezzo alle persone, mi ha bloccato. Fatico a chiedere di uscire, fatico a stare con le persone se non ho una quotidianità condivisa. Un pò perchè manca quell’intimità propria di chi si vede spesso, un pò perché manca la dinamicità dello sport, che crea movimento, sfida, intimità di quel tipo. 
  • Non ho provato a ricostruire nulla da altre parti. Ho provato a giocare a basket ma un pò non mi trovavo col gruppo ed un pò sono sempre stato rotto.
    Non ho ripreso beach. Gli allenamenti di FitFam mi gasano ed ho dei nuovi amici, ma stanno a Magenta ed io in quella Milano di merda.
  • Allontanarmi andando a vivere a Milano è stata un’altra cosa deleteria per le relazioni.
    Una volta ero praticamente abituato a muovermi in diversi km ma scorrevoli, quasi piacevoli. Oggi i km sono di più e soprattutto NON sono scorrevoli. Traffico docet sempre et comunque.

Ma con questo non penso che sia “colpa” mia. O almeno, non solo.

Ho visto diverse volte i miei amici che si ritrovano e porco il clero a me non hanno cagato di striscio.
Me ne sono pure lamentato ed il risultato sarà probabilmente stato che sono risultato un rompicoglioni.

Ed invece ci tengo cazzo.
Ci tengo così tanto che mi fa male. Mi fa male stare da solo. Mi fa male non appartenere ad una squadra.

C’è uno studio sulla felicità che magari è una fregnaccia ma magari no che ha dimostrato che le persone che si circondano di belle relazioni ed amici sono quelle che rimarranno più in salute e saranno più felici.

Beh, ci credo. Io ora mi sento malato. Carbonizzato. Amareggiato. Solo. Triste. Deluso. Incazzato.

Eppi Berdei tu mi!