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Sono stato tagliato

Passo indietro molto lungo, facciamolo per elenco puntato se no diventa un tiro di Holly & Benji:

  • Nel 2016 smetto di giocare a basket e comincio a fare il “dirigente”
  • Nel frattempo mi alleno con la squadra dove “dirigo” e vado in palestra, mi tengo in formissima insomma
  • A Maggio 2018 smetto di prendere gli psicofarmaci ed un paio di mesi dopo comincia un mal di schiena che mi porta a consultare 8 medici e praticamente smettere ogni tipo di sport tranne il nuovo che è considerato “il top per la schiena” (ma una rottua di palle atroce per me)
  • A Settembre 2020 un osteopata mi rimette magicamente in piedi, sono pronto per riprendere a giocare ma dubbioso per via del covid, preferisco iscrivermi a beach ed infatti ci vedo lungo: la stagione non parte neanche
  • Inverno 2020/2021: vado a correre decine di km con gli amici e faccio un sacco di esercizi in casa. Sto riprendendo qualcosa di simile ad una forma.
  • Giugno 2021: riprendo allenamenti in palestra
  • Settembre 2021: riprendo allenamenti di basket per stare con i miei amici. Con mia enorme sorpresa riesco ancora a schiacciare. 

Passi indietro finiti, raccontiamo la storia

Il ritorno al gioco in squadra parte molto male e si evolve peggio.
Gli amichetti ed io stavamo cercando di creare una squadra per andare a giocare tutti insieme.
Ad un certo punto, senza che io sapessi nulla, vengo a sapere che sono andati tutti a giocare in una squadra.
Begli stronzi penso, non mi hanno detto nulla.
Mi muovo e chiamo l’allenatore, che facendola breve fin da subito mi fa capire che se mi tiene è perché “sposto”, altrimenti posso tornare a giocare a beach.
Gli dico che sarei rimasto anche solo ad allenarmi perché volevo stare coi miei amici. Mi risponde che allora potrebbe andare bene.

All’inizio degli allenamenti mi dice che ho 3 settimane per dimostrare che valgo il gruppo, venendo valutato su 3 parametri: tecnici, fisici ed inserimento nel gruppo.

La mia faccia: o.O

Mi sento discriminato, perché nessuno ha ricevuto questo messaggio.
E nessuno si è fatto il culo che mi sono fatto io per essere in forma.
Ok, ci sta, alleniamoci e dimostriamo.

Neanche partono gli allenamenti e mi spiegano che qualcuno dei giocatori attuali sta già remando contro di me.
Al primo allenamento l’allenatore spiega che:

  1. Non esiste democrazia
  2. Se uno – diciamo – dei suoi preferiti non si allena durante la settimana, alla partita lo convocherà comunque

Vedo che siamo allineati (leggilo con grande ironia).

 Pazienza. Sono qui per stare con i miei amici. Faccio solo il giocatore e lui l’allenatore, non è compito mio questionare alcun ché.

Prima settimana di allenamento: tutto bene, dopo qualche incoprensione Coach mi fa anche i complimenti, bene. 

Seconda settimana di allenamento: cominciano gli acciacchi e riesco a rendere un pò meno.
Inoltre giovedì giochiamo un’amichevole e qui devo aprire un capitolo a parte anche con me stesso, perché l’ho subita tantissimo in termini psicologici, tanto da non avere energie, fiato, corsa e fare sostanzialmente schifo. 

Dopo una mezza cazzata coach mi urla contro e mi sbatte fuori come il peggiore degli under. 
Sono permalosissimo, me la prendo a morte, ma riesco a ragionare e capire che ha ragione lui. Certo c’è modo e modo, ma mi fa rientrare e do di più, senza però sentire la felicità del gioco.

A fine amichevole ciò che mi porterò a casa saranno solo dubbi ed emozioni negative: mi piace davvero giocare a basket? 
Oggi non mi sono per niente divertito, ed è una settimana che non mi sto divertendo.

Mi sento sempre sotto giudizio e vedo divese cose che mi fanno pensare che la decisione su di me sia già stata presa tempo fa:

  • Sono stato l’unico a ricevere il messaggio delle 3 settimane
  • La borsa l’han data a tutti, tranne che a me
  • Il cartellino l’han firmato tutti, io l’ho scoperto solo oggi
  • Durante un’amichevole in allenamento piuttosto che chiamarmi chiama un lungo under
  • Durante il discorso dopo la partita indica tutti i lunghi, tranne me
  • Non sono inserito nel gruppo whatsapp

Cazzate, ma che se messe in fila danno una bella traccia. 
Se poi non è così avrò letto male io, ma in fin dei conti ho avuto ragione nell’interpretare gli episodi.

Ieri sera mi alleno, ma sento un gusto davvero amaro da tutto il weekend: non ho voglia di andare ad allenarmi.
Non mi piace, non mi diverto, mi sento incoerente: rappresentare una società che non apprezzo, un allenatore i cui valori sono totalmente diversi dai miei.
Sento una vera dissonanza tra ciò che vorrei (giocare coi miei amici) ed i fatti.

Mi alleno infatti, ma male e con poca voglia. 

Ed oggi arriva il messaggio del bo, presidente? 
Sostanzialmente per fare posto agli under non possono tenermi.
Un discorso che ci sta, anche io da dirigente avrei fatto le stesse scelte.
MA
Odio questa cosa perché sarei voluto essere io a chiudere la porta. Vorrei giocare con i miei amici, ma alla lunga non sarebbe durata.
Troppo lontano, troppo diversi i valori.

Essere tagliato ci sta, fa male soprattutto perché mi mancheranno i miei amici alla lunga, e nel breve perché mi sento di essere stato scartato e non è piacevole. 

Fortunatamente l’avevo annusata giusta da agosto e proseguirò ad allenarmi nelle altre squadre in cui andavo ad allenarmi.

Assonanze

La cosa che più mi “da da pensare” di questa vicenda sono le assonanze: similitudini di questo evento con eventi non simili ma con logiche comuni.

Alcuni esempi:

  • Essere licenziato da un’azienda anni fa. C’erano tantissimi motivi per cui avrei potuto dire la mia, magari anche litigare col capo, ma sono stato zitto, ed alla fine non mi hanno rinnovato il contratto. Probabilmente per mancanza di apporto.
  • Essere scaricato da qualche ragazza. E’ capitato in passato che sentissi delle cos che non andavano con delle ragazze ed invece che esprimerle me le sia tenute per me, risultando poi negativo, sfuggente, taciturno, poco desideroso. Era tutto vero, ma era figlio di qualcosa che non mi andava bene, ed invece che esprimerlo me lo sono tenuto per me, finendo poi per essere scaricato.
  • Andarmene da Settimo. E’ stata una situazione paradossale dove invece che parlare, trovare un dialogo, cercare di tararmi ed ascoltare i pareri di “tutti” mi sono man mano rinchiuso in un piccolo cerchio di persone, determinando così l’autodistruzione mia, del mio benessere ma anche della mia posizione. Tantissime cose si sarebbero potute fare meglio e sono sicuro che il rapporto sarebbe potuto proseguire bene per entrambi se si fosse parlato tutti chiaramente, ma ciò che è venuto fuori è amarezza ed io che me ne vado in silenzio.
  • Perdere alcuni clienti.
    Capita che i clienti non capiscano il mio servizio e mi sorpassino andando a pubblicare per i cazzi propri cose che rovinano il mio lavoro.
    Capita un pò di tutto. In questi casi io mi incazzo a nastro, mi torco lo stomaco, ma capita che invece di impazzire ed incazzarmi a morte col cliente stia zitto e faccia il passivo aggressivo, risultando così poco professionale, perdendo poi il cliente.

Son tutte situazioni dove ho motivazioni da esprimere ma che non faccio, finendo poi per passare da quello con le ragioni a quello con i torti.
E’ una situazione autodistruttiva, che non contribuisce alla mia crescita personale ma alimenta un’idea negativa di me e le emozioni negative che poi mi fanno chiedere se davvero mi piace giocare a basket o meno.

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