EMDR: provo una nuova metodologia
Era da un pò che mi sentivo “arrivato” con la psicoterapia comportamentale diciamo “normale” che sto portando avanti da ormai più di 6 anni.
Ho fatto grandissimi passi avanti e continuo ancora a farne, ma sentivo di aver bisogno di nuovi stimoli. Di nuovi angoli da cui “attaccare” la mancanza di serenità mentale.
E’ saltato così fuori, parlandone anni fa con amici e riparlandone in una delle corse serali ad 1°, l’EMDR.
Ed ecco la mia amata lista a bullet point:
- Cos’è?
- Come funziona?
- A cosa serve?
- Aiuta davvero?
- Chi aiuta?
- Sarà efficace per me?
- Quanto ci vuole perché sia efficace?
- Quanto costa?
- Dove si fa?
Ecco, oltre a non rispondere a queste domande, in questo articolo che manterrò aggiornato dopo ogni seduta, vorrei raccontarti la MIA personalissima esperienza con l’EMDR.
ps. Non rispondo a quelle domande in modo diretto non perché non voglia ma perché oggi – 18 Febbraio 2021 – non ho sufficienti informazioni per darti delle risposte valide, sufficientemente buone.
Ma ho in programma di intervistare la mia terapista quando tutto questo sarà finito, perciò.. abbi fede.
18 Febbraio 2021 – Quarto incontro
Parto da qui, perché gli incontri precedenti non sono stati nulla di che. Non che siano stati male, o che la terapista sia stata “poco capace”, ma proprio perché c’è una procedura che trovavo noiosa da racccontare.
Li riassumo velocemente così:
- Chiamata – gratuita – di una mezz’oretta per capire se l’EMDR può essere di tuo aiuto. Nel mio caso la risposta è stata, ovviamente, positiva.
- Prime due sedute in cui ci si presenta ed in cui io ho raccontato la mia storia, partendo dal passato più profondo, arrivando più o meno ai giorni d’oggi.
In questi incontri si cerca di identificare quelli che possono essere dei momenti “target“, cioè dei momenti che hanno creato dei traumi nella tua memoria.
Si differenzia tra Traumi con la T maiuscola (stupri, incidenti, terremoti etc) da traumi con la t minuscoli (abbandoni da parte della ragazza, assenza dei genitori, bullismo, derisione di gruppo etc.).Nel mio caso avevo già praticamente in mente quali potessero essere i momenti “target” (tutti con la t minuscola).
- Durante la terza seduta abbiamo finito il racconto e la terapista mi ha aiutato ad “installare il posto sicuro“.
Si tratta di un luogo, inventato o reale, dove ci si sente al sicuro.
Mi ha fatto visualizzare le sensazioni positive di quel luogo, ricordarmelo bene nella testa, e poi per la prima volta ha adottato la tecnica della stimolazione bilaterale per “installare” le sensazioni positive di quel luogo.Questo serve perché potrebbe essere che durante la terapia si incontrino dei momenti particolarmente emozionanti e si possa perdere il contatto con la realtà, o si possa provare delle emozioni tremendamente potenti.
In questi casi si torna nel “posto sicuro”, che ci calma e ci fa stare bene.
Arriviamo ad oggi, quando ho fatto la prima reale seduta di EMDR.
Nota audio dopo 1° seduta EMDR
Subito dopo essere uscito da questa seduta ho pensato fosse il caso di premiarmi: arancina speck & pistacchio.
Purtroppo è più l’hype che il gusto.
Prossimo giro classico: prosciutto e mozzarella
Alla prossima volta!
Aggiornato al 22 Febbraio
I giorni successivi alla terapia sono stati davvvero strani, caratterizzati soprattutto da rabbia e stanchezza.
Una rabbia profonda, arcaica, esplosiva.
Una rabbia che ricordo di aver provato solo prima degli attacchi di panico e che poi ho dimenticato.
Passato qualche giorno oggi mi sento “solo” molto aggressivo, difficilmente domabile e molto autoritario nell’affermare la mia posizione.
Sono estremamente irritabile quando mi si dice “devo” o “dovrei”. La risposta che mi viene dal cuore è che “io non devo proprio un cazzo”.
Vedremo cosa porteranno i prossimi giorni, che cercherò di dedicare di più a Luna ed al relax, senza caricarmi di lavoro e rotture di cazzo inutili.
25 Febbraio 2021 – Quinto incontro
Arrivavo alla quinta seduta bello carico, con l’emotività consapevole di un bel cambiamento in me.
Molta più sicurezza ed aggressività.
Sull’aggressività mi piacerebbe mettere un puntino sulla i: non necessariamente questa deve essere percepita come un attacco a qualcuno. E’ un mio modo di essere: più netto, deciso, chiaro. Metto paletti, alzo la voce, mi incazzo e pongo limiti agli altri. In un poche parole: vivo meglio.
Sembro aggressivo e meno disponibile? Sticazzi. Io sto meglio.
In un futuro mi porrò il problema dela nuova percezione che gli altri possono avere di me, ma per ora va bene così. Così si che è Viva la Vida!
MA TORNIAMO A NOI
La seconda seduta intera di EMDR è stata la ripresa del “target” precedente, quello dell’asilo e della mamma.
La terapeuta mi ha fatto un paio di domande su come mi sono sentito dopo la seduta e, ovvio dirlo, le risposte sono state quelle che hai letto precedentemente.
Abbiamo poi ripreso l’EMDR vero e proprio, andando a completare l’episodio.
Abbiamo visto come quel bambino piccolo potesse essere “curato” (nel senso di prendersi cura) da un me stesso più grande.
Ho visto come questo mi generasse rabbia, tristezza profonda, ma anche energia, fiducia.
Per me, ci sono io.
In seguito la terapeuta mi ha chiesto quanto sentissi disturbante quell’episodio.
“Tre, forse tre e mezzo”
“Cosa non ti fa dire zero?”
Il ricordo di mia mamma che non sta bene.
Di me, che devo mettermi da parte e che devo “smettere” di essere bambino e “pensare” a mamma e papà.
“E poi“, continuo, “mi fanno imbestialire le cose che in questo episodio non ci sono“.
“Perché mamma è a casa?
Perché sta male?
Perché io vivo dai nonni?
Dove sta papà in tutto questo?
Perché sono stati la Nonna e lo Zio Gianni a portarmi all’asilo, e non i miei genitori?”
Ma questo mi dice la terapeuta, fa parte del principio dell’EMDR: il target, l’episodio specifico è stato trattato, possiamo definirlo concluso. Le mie domande sono relative ad altri temi ed introducono un nuovo target, che andremo a trattare nei prossimi incontri.
Ok.
Saluto.
Esco.
Mi sento diverso dall’altra volta. Più leggero.
Ed in effetti nei giorni successivi mi sento più “felice”, esprimermi è molto più semplice, dico più cazzate, proprio come mi piace fare.
Mi sento più vicino a me stesso.
NOTA A MARGINE (che in realtà è sotto)
Sapendo che l’EMDR è una terapia “breve”, in settimana avevo chiesto alla terapeuta quanto potesse durare una terapia del genere. Mi aveva detto giustamente che con così poche sedute non potesse dirmi, che dipendeva molto dalle mie capacità di analisi ed elaborazione, ma che indicativamente fino ad autunno saremmo andati avanti.
Ecco, sono felice di dire che mi sono beccato un bel “sei forte” sulle capacità di elaborazione ed analisi, perciò forse questa terapia si concluderà prima dell’autunno.
(I miei sbalzi d’umore ed il portafoglio ringraziano)
Nota audio dopo 2° seduta EMDR
Pi ESSE
Questa volta l’arancinA (ho scoperto essere arancina e non arancinO) l’ho preso al prosciutto e mozzarella.
Ad ora batte speck & pistacchio.
4 Marzo 2021 – Sesto incontro
Non ricordo molto, devo riascoltare la registrazione dell’incontro. Dev’essere stata l’incontro che poi è andato a male perché ho avuto una serata piuttosto movimentata.
Ciò che ricordo sicuramente è che dopo questo incontro non ho più preso arancini. PAZZESCO.
11 Marzo 2021 – Sestimo incontro
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Nota audio dopo 7° seduta EMDR
18 Marzo 2021 – Ottimo incontro
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Nota audio dopo 8° seduta EMDR
25 Marzo 2021 – Nonno incontro
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Nota audio dopo 9° seduta EMDR
6 Marzo 2021 – Diecimo incontro
Prima di tutto, un bel gelato. POI andiamo ad EMDR.
Dopo la seduta
Rallentare. Stare in questa situazione di presenza, dove le emozioni sono qui, con me.
Ricordare a me stesso che essere qui, con le mie emozioni, con ciò che nel passato mi ha reso ciò che sono oggi, è la cosa più importante che ci sia.
Lasciar da parte le altre cose, chiudere le comunicazioni per un po’ e mangiare ciò provo ora.
Un cuore caldo, un tempo spaventato, più lento, che va al ritmo giusto.
Quello della paura e della consapevolezza.
Non sono più nel passato.
Non sono più il bambino delle penne in faccia, dell’emotività esplosiva, della profonda capacità di capire cosa prova l’altro per difendermi, adeguandomi al suo stato emotivo, o al suo desiderio per me.
Non sono un peso.
Non sono un disturbo.
Non sono qualcosa da gestire.
Da ricordarsi.
Da segnare su un’agenda mentale, come cosa ingombrante che toglie spazio alle cose che vorrei fare.
Sono IO.
Sono la cosa più importante che ci sia.
Per i miei genitori.
Nonostante tutti i problemi che possano avere.
E questa è una colpa.
E sono la cosa più importante per me.
Per me.
Per me che devo andare alla scoperta di cosa mi piace.
Per me che non devo rendere conto a nessuno.
Sono importante per me per presentarmi agli altri dicendo chi sono, grazie alle esperienze che ho fatto. Grazie alle cose che mi piacciono. Che penso. Che difendo. Che ragiono. Che sento. Che dico.
Io sono IO.
Ed ora che vado alla ricerca degli strumenti, posso andare a trovarmi nel passato. Darmi un bacino sulla fronte, tendermi le mani, sorriderci ed andare a mangiare un gelato.
Nota audio dopo 10° seduta EMDR

Frà
Faccio ciò che mi piace fare
Sono l’autore di questo giardino di pensieri. Pensa un pò te.
Mi hanno detto di specializzarmi in qualcosa.
Ho deciso di specializzarmi in ciò che mi piace fare.
In questo “sito”, che si chiama come me, parlo di ciò che mi piace o penso sia importante condividere.
La condivisione di per se stessa è importante: è uno specchio scritto, fotografato, parlato, filmato.
Ho avuto depressione, attacchi di panico, sole, vento, vino e trallallà e ne parlo come ti direi un cartone in faccia: diretto, schietto ed onesto. Perchè? Perché mi va, ed è giusto che sia così.
Se ti va di fare due chiacchiere prova su Instagram, ma non è detto che ti risponda.
Forse non sono ancora arrivato alla “fase della relazione”.